
Il nostro primo “HSD Approved” in Marocco: 4 giorni da Marrakech al Sahara, con un’agenzia locale che parla la nostra lingua (in tutti i sensi).
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Come è nata questa avventura
Tutto è iniziato con un messaggio di Elena e Khadija: “Sergio, il settore self drive sta crescendo anche qui in Marocco. Sempre più viaggiatori ci chiedono di organizzare tour da guidare in autonomia. Abbiamo preparato un itinerario e ci piacerebbe la tua opinione — come esperto e fondatore di un’app che si dedica proprio a questo.”
La mia risposta? Prenoto l’aereo e parto.
Dico la verità: non avevo mai considerato troppo il Marocco. L’ho sempre ritenuto una meta “troppo facile” da raggiungere, e ho visto troppa gente della domenica parlarne come fosse l’avventura più estrema del mondo. Però la curiosità c’era. E quando due persone che stimo ti propongono di testare qualcosa con i tuoi occhi, non ci pensi due volte.
Il 13 novembre 2025, tre ore di volo e alle 10:30 ero a Marrakech.
Primo impatto: aeroporto e noleggio auto
L’aeroporto di Marrakech mi ha sorpreso. Bello, moderno, con grandi opere di ampliamento in corso. Il Marocco sta investendo seriamente nelle infrastrutture turistiche — e si vede.
Ho noleggiato una Dacia Sandero alla Hertz dell’aeroporto. Personale gentile, procedura rapida. L’auto non era impeccabile — chiaramente appena rientrata dal cliente precedente — ma niente di grave. Full insurance, 350€ di deposito cauzionale: ci stanno, anche loro devono tutelarsi da multe e imprevisti che possono emergere dopo la restituzione.
Una cosa furba: nell’app HSD c’è una scheda dedicata a cosa chiedere e verificare ogni volta che noleggi un’auto. Credetemi, so il fatto mio — ho perso soldi in questo settore e capisco bene le esigenze di questi imprenditori. Ho seguito l’omino che mi segnalava ogni graffio, ho fatto il mio video di verifica (il telefono è fantastico in queste occasioni), firmato, accettato, e via.
Elena mi aveva avvisato: “Preparati al traffico più pazzo del mondo.”
Non lo è. Non più di Milano, almeno. Caotico sì, ma gestibile. L’importante è capire il ritmo, non farsi prendere dall’ansia, e fluire con il traffico.



Giorno 1 — Marrakech → Atlante → Valle del Dades
Il vero viaggio inizia il giorno dopo, quando lasciamo la città e puntiamo verso le montagne dell’Alto Atlante.
Prima sorpresa: poco traffico e strade in ottime condizioni. Per fare un paragone? Come le statali italiane, anzi migliori di molti tratti del nord. Anche nel tratto montuoso troviamo doppie corsie alternate, ordine, e soste panoramiche con viste che non ti aspetti.
Quello che noti subito sono i controlli della polizia. Tanti. Davvero tanti posti di blocco. E capisci rapidamente che la paura delle sanzioni ha smorzato la voglia di correre: anche in rettilinei con doppie corsie, le auto non superano i 70 km/h (limite 60). Autovelox mobili e fissi ovunque.
Ricorda che in Marocco i limiti si rispettano. Non è un consiglio — è una constatazione. Meglio così: il viaggio scorre liscio e sicuro.
La prima tappa è Ait Ben Haddou, la celebre kasbah patrimonio UNESCO che hai visto in decine di film — da Il Gladiatore a Game of Thrones. Camminare tra quelle mura di terra rossa, con l’Atlante sullo sfondo, ti fa capire perché il cinema mondiale viene a girare qui.
Proseguiamo verso Ouarzazate, la “Porta del Deserto”, attraversando l’oasi di Skoura con i suoi palmeti che sembrano un miraggio dopo le montagne. La strada continua nella Valle del Dades, canyon spettacolari scavati dal fiume tra pareti rocciose che cambiano colore con la luce del giorno.
Pernottamento in riad nella Valle del Dades. Fine del primo giorno — e già il Marocco ha superato le mie aspettative.



Giorno 2 — Dades → Gole del Todra → Merzouga
La mattina partiamo per le Gole del Todra, uno dei canyon più impressionanti del Nord Africa. Pareti verticali alte 300 metri che si stringono fino a lasciare solo una fessura di cielo sopra la testa. Spettacolare, e incastonato in un paesaggio che non ti aspetti.
Continuiamo verso Erfoud, la città dei fossili — qui il deserto inizia a farsi sentire — e poi Merzouga, porta d’ingresso all’Erg Chebbi, le grandi dune del Sahara marocchino.
All’arrivo all’Hotel Palais des Dunes lasciamo l’auto nel parcheggio dedicato. Da qui si prosegue in cammello.
Indicazione operativa: portate con voi solo ciò che serve per la notte nel deserto. Uno zaino leggero, strati per la sera (il deserto di notte è freddo), e la voglia di staccare da tutto.
L’escursione in cammello al tramonto verso il campo tendato è qualcosa che hai visto in mille foto. La considerazione? Da fare. Punto.
Sarà che la bassa stagione ci ha regalato il privilegio di essere in due con una carovana di otto cammelli. Sarà che io adoro il deserto e trovo il vento tra le dune sempre unico. Ma quella passeggiata con la luce che cambia, l’arrivo al campo con il buio, la cena tradizionale sotto uno dei cieli più stellati che abbia mai visto — tutto questo vale il viaggio.
Pernottamento in campo berbero. Silenzio assoluto. Stelle che non credevi esistessero.
Giorno 3 — Merzouga → Rissani → Nkob → Agdz → Marrakech
Sveglia presto per l’alba sulle dune. Rientro a Merzouga in cammello (o 4×4, a scelta), recuperiamo l’auto e inizia la grande traversata di ritorno.
Due considerazioni importanti su questa giornata:
Uno: è una tirata per veri camionisti. Parliamo di molte ore di guida, con soste rapide. Se non ami guidare a lungo, valuta di spezzare il rientro in due giorni.
Due: il percorso è semplicemente indimenticabile. Genuino, vero, con strade che non crederesti — belle, anche se ancora con cantieri in alcuni tratti. Questo è il Marocco che non ti aspetti.
Attraversiamo Rissani, antica città carovaniera con il suo souk autentico. Proseguiamo per i villaggi berberi di Alnif e Nkob, la splendida valle di Agdz, e poi su per le montagne dell’Alto Atlante.
La gentilezza delle persone che incontriamo lungo il percorso è una costante. Sorrisi, disponibilità, curiosità genuina verso i viaggiatori. Questo Marocco lontano dai circuiti turistici di massa ha un’anima che si sente.
Arriviamo a Marrakech alle 21:00.
E qui arriva l’incubo.



La verità su Marrakech di sera
Devo essere onesto: entrare a Marrakech di sera e parcheggiare in Medina è stata la cosa più intensa che abbia mai provato in tema di traffico.
Di giorno il caos è gestibile. Di sera diventa qualcosa che fa sembrare Napoli una metropoli giapponese, per intenderci. Motorini che sbucano da ogni direzione, pedoni ovunque, vicoli che si restringono, luci, clacson, vita che esplode.
L’esperienza dei viaggiatori dice: segui il flusso. Non cambiare velocità bruscamente, non cambiare corsia se non necessario, non superare, abbonda con la prudenza. Ce la fai, ma richiede concentrazione totale.
Il mio consiglio? Se potete, evitate di guidare a Marrakech di sera. Arrivate nel pomeriggio, parcheggiate con calma, e godetevi la Medina a piedi quando il sole tramonta. Il vostro sistema nervoso vi ringrazierà.
Giorno 4 — Medina e rientro
Ultimo giorno dedicato alla Medina di Marrakech: souk, spezie, artigianato, il ritmo lento di una città che di giorno è tutta un’altra esperienza rispetto al caos notturno.
Relax meritato dopo la maratona del giorno prima. La sera, volo di rientro per Milano.
Il verdetto: cosa ho imparato
Il Marocco mi ha sorpreso. Lo ammetto.
Le strade sono migliori di quanto pensassi. L’organizzazione di Elena e Khadija ha funzionato perfettamente — strutture puntuali, indicazioni chiare, supporto sempre disponibile. Il percorso da Marrakech a Merzouga e ritorno è un classico per ottime ragioni: paesaggi che cambiano ogni ora, dalla montagna al deserto, dai canyon alle oasi.
È un viaggio self drive fattibile? Assolutamente sì. Con la giusta preparazione mentale, il rispetto dei limiti (quelli stradali e i tuoi), e la consapevolezza che alcune cose — come il traffico serale di Marrakech — richiedono esperienza o semplicemente di essere evitate.

Elena e Khadija: Amici HSD
Se le contatti e dici che arrivi da Holiday Self Drive, sapranno già chi sei. Non per sconti o trattamenti speciali — ma perché tra amici ci si riconosce.
Quello che mi hanno proposto non era un “pacchetto turistico”. Era un invito a testare qualcosa insieme, a costruire qualcosa di utile per chi verrà dopo. Questo è lo spirito che cerchiamo nei nostri partner.
L’esperienza dei viaggiatori costruisce il patrimonio di HSD. Se parti con loro, raccontaci com’è andata. Cosa ha funzionato, cosa miglioreresti, quali momenti ti porti a casa. I tuoi feedback diventano indicazioni per chi verrà dopo di te.
Tra amici ci si aiuta. E tu sei uno di noi.
Contatti
Elena Marrakech & Khadija Lucini
🌐 www.elenamarrakech.com
📱 WhatsApp: +39 327 7157568 / +41 76 288 7032

Preparati con HSD
La sezione Marocco nell’app è in arrivo. Nel frattempo, le schede sul noleggio auto e sulla preparazione al viaggio self drive sono già disponibili — e valgono per qualsiasi destinazione.
Questo è il primo tour marocchino che porta il sigillo HSD Approved. Se sei un operatore locale e vuoi proporci un’esperienza da valutare, scrivici. Testiamo tutto di persona — è l’unico modo che conosciamo.





