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Per decenni, l’immagine del turista cinese è stata una sola: un gruppo compatto dietro una bandierina, un pullman e un itinerario serrato. Molte città, pochi giorni, nessuna deviazione.

Quell’immagine sta invecchiando in fretta. Il 13 settembre 2026 dieci enti del governo cinese, guidati dal Ministero della Cultura e del Turismo e dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, hanno firmato un piano per spingere i viaggi in auto, in camper e in campeggio. Lo ha raccontato Travel and Tour World in un articolo di Boby Dey del 19 settembre. Il documento ufficiale è il Guobanhan [2026] n. 82.

Cosa prevede il piano

Le regole cambiano in modo concreto:

  • Veicoli più longevi. I camper a noleggio possono restare in servizio 25 anni invece di 15, le roulotte 20 invece di 15. Per i camper privati più piccoli sparisce l’obbligo di rottamazione.
  • Strade e parcheggi. Più spazi per camper vicino ad aree panoramiche, autostrade e città, e una revisione dei limiti di altezza agli incroci.
  • Campeggi moderni. Autorizzazioni più rapide e strutture con acqua, ricarica elettrica e gestione dei rifiuti.
  • Itinerari dedicati. Percorsi self drive che collegano parchi e luoghi culturali.
  • Noleggio più semplice. Noleggi senza deposito, consigli di viaggio fatti con l’intelligenza artificiale e nuove assicurazioni.

C’è anche un passaggio che a chi viaggia su strada suonerà familiare: il piano promuove il campeggio “leave no trace”, cioè non lasciare traccia del proprio passaggio.

Fuoristrada con tenda sul tetto davanti alle risaie a terrazza dello Yunnan, con una bandierina gialla da guida turistica piantata nel prato
Immagine illustrativa generata con AI

Non è un capriccio: lo dicono i numeri

Nel 2025 in Cina si sono venduti per la prima volta più di 20.000 camper. Nel primo semestre del 2026 le immatricolazioni sono salite del 32,6%. Il governo non sta creando una domanda dal nulla: sta inseguendo una domanda che esiste già.

Un cambiamento che non è solo cinese

La notizia interessa anche chi non ha in programma un viaggio in Cina. Racconta un passaggio che stiamo vedendo in molti paesi: dal viaggio “consumato” al viaggio vissuto. Meno tappe obbligate, più tempo. Meno orari imposti, più libertà di fermarsi dove vale la pena.

È la stessa voglia che porta chi ama guidare sulle piste della Namibia, lungo la Ring Road dell’Islanda, tra le valli dell’Atlante in Marocco o sulle strade infinite dell’Australia. Cambiano il paesaggio e la lingua, ma il desiderio è lo stesso: decidere da soli dove fermarsi.

Che anche il paese simbolo del turismo organizzato in gruppo scommetta su questo modello dice molto su dove sta andando il viaggio.

Driver to driver: si può già guidare in Cina?

Ricordate che la Cina non riconosce la patente internazionale. Per guidare serve un permesso locale, e le procedure per i turisti stanno cambiando. Prima di sognare un road trip tra le risaie dello Yunnan, conviene controllare le regole aggiornate sui siti ufficiali.

Per ora la notizia riguarda soprattutto i viaggiatori cinesi. Ma una cosa è chiara: il self drive non è più una nicchia per pochi appassionati. Sta diventando un modo di viaggiare per tutti.

Fonti: Boby Dey, “China Unveils Tourism Plan to Boost Self-Drive Holidays, Modern Campsites and Unique Travel Routes Nationwide“, Travel and Tour World, 19 settembre 2026. Documento Guobanhan [2026] n. 82 e dati sul mercato dei camper riportati da OpenVan.camp.


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